MOZIONE “IMU sulle aree estrattive”

PREMESSO CHE:

“Il presupposto impositivo di cui all’art.13 comma 2 DL 201/11 è costituito dal possesso di qualunque immobile ed in questa accezione devono essere compresi anche i terreni incolti” (Circolare n. 3 del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 18 maggio 2012).

PREMESSO ALTRESI’ CHE:

– sul territorio modenese sono presenti 48 siti autorizzati ad estrarre ghiaia, sabbia ed argille, per un totale di 827mila metri cubi scavati;

– i siti recuperati dopo la chiusura sono appena 5;

– i terreni di cava sono altamente redditizi;

– abbiamo appreso dai giornali che i cavatori pagano meno di artigiani ed agricoltori;

– le tasse dovrebbero essere un fondamentale strumento di equità nella distribuzione dei contributi alla comunità.

– le attività estrattive determinano una perdita di valore ambientale, diretta o indiretta, delle aree sulle quali vengono svolte (conseguenti, ad esempio, all’alterazione del paesaggio, al peggioramento della qualità dell’aria, alla mancata produzione agricola, ecc.).

– questa perdita si deve porre rimedio attraverso un recupero “primario” dei valori ambientali che riporti le risorse e/o le condizioni naturali verso quelle originarie.

CONSIDERATO CHE: – ci sono imprese costrette a pagare l’IMU su capannoni vuoti e dunque improduttivi; – il ricavato dell’IMU sui terreni adibiti a cava concorre alle entrate comunali, e dunque un suo incremento può essere impiegato per ridurre l’imposizione tributaria; – le cave sfruttano il territorio a fronte di un corrispettivo spesso nemmeno sufficiente a coprire i costi dei controlli sulle stesse; – l’ambiguità della normativa in merito dà luogo a frequenti querelle giudiziarie, con conseguente ulteriore aggravio di costi per la collettività; – il Comune di Formigine è interessato dalla presenza di due cave attive.

VALUTATO CHE: considerare le aree estrattive quali aree edificabili sotto il profilo fiscale presenta notevoli vantaggi, sintetizzabili nei seguenti punti: 1. maggiore entrata nelle casse comunali per effetto del calcolo della base imponibile, risultante dal prodotto dei metri quadri delle aree di cava e il valore venale stabilito in considerazione della capacità reddituale dell’area come conseguenza delle previsioni estrattive contenute negli strumenti di pianificazione e non in base al reddito dominicale dei terreni agricoli. 2. introito di spettanza interamente comunale, secondo la ripartizione del gettito IMU tra Comune e Stato stabilita dal comma 380 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012 n. 228, che aveva soppresso, già a partire dal 2013, la quota di riserva statale prevista dall’art. 13, comma 11 del d.l. n. 201/2011, riservando all’Erario il gettito del tributo corrispondente all’aliquota dello 0,76% solo sui fabbricati produttivi di categoria “D” e al Comune tutta la restante parte del gettito d’imposta; 3. consente al Comune di gestire e concludere la procedura di assoggettabilità con maggiore efficienza, in quanto prevede la predisposizione di atti interni all’Amministrazione comunale e non richiede il coinvolgimento della proprietà poiché non è necessario procedere ad aggiornamenti catastali, evitando il coinvolgimento dell’Agenzia del Territorio; 4. la tassazione verrebbe estesa, così come per i terreni edificabili e non ancora costruiti, a tutti i terreni di cava, siano essi in attività o meno, comprese le cave esaurite, con l’ulteriore vantaggio di accelerarne i tempi di ripristino;

SI IMPEGNA SINDACO E GIUNTA:

Ad adottare per l’anno 2015 ogni opportuno e dovuto provvedimento – ivi compresa, se necessaria, l’eventuale modifica del Regolamento comunale per la disciplina dell’Imposta Unica Comunale (IUC) – affinché le aree destinate alle attività estrattive nel territorio comunale di Formigine siano oggetto di applicazione IMU con la riconducibilità alla fattispecie delle “aree edificabili ai fini fiscali”, dal momento dell’inserimento nella pianificazione delle attività estrattive fino al collaudo con esito positivo dei recuperi-ripristini e affinché la tassazione sia applicata retroattivamente, se e fin dove possibile secondo le disposizioni di legge.

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