Ferraresi e Dell’Orco (M5S) IMU su case inagibili: pasticcio voluto dal PD, ora il Governo risolva, il M5S voleva togliere la data di scadenza

È di questi giorni l’allarme lanciato da Rete Imprese Italia per la scadenza del 30 giugno della sospensione dell’IMU per i fabbricati urbani e produttivi ancora inagibili – scrivono i deputati del M5S Ferraresi e Dell’Orco.

La legge di Stabilità prevede infatti che “Al fine di agevolare la ripresa delle attività e consentire l’attuazione dei piani per la ricostruzione e per il ripristino dei danni causati dagli eccezionali eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012” si deve ricominciare a pagare l’IMU dal 1° luglio del 2015.

Se è evidente che l’affermare “al fine di agevolare” ti faccio pagare le tasse anche se hai l’edificio inagibile è una presa in giro, l’assurda logica era già presente nel  DL 74/2012, il quale recita che sì  i redditi dei fabbricati, inagibili totalmente o parzialmente, non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e dell’imposta sul reddito delle societa’, fino alla definitiva ricostruzione e agibilita’ dei fabbricati medesimi e sono esenti dall’applicazione dell’imposta municipale propria, ma poi metteva delle scadenze temporali. Dopo quella data, agibili o meno, le tasse si ricominciavano a pagare. Agibili d’ufficio.

Un pasticcio della legge o l’intenzionale volontà di vessare i terremotati? – si chiedono i 5 Stelle.

I cittadini e le imprese del nostro territorio sono stanchi di queste continue proroghe di anno in anno, di sei mesi in sei mesi, di queste scadenze che come ghigliottine incombono sinistre sulle proprie teste.

Il M5S, attraverso Dell’Orco e Ferraresi, aveva presentato puntuali emendamenti alla legge di Stabilità, in cui le date di scadenza venivano cancellate, sia per l’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle società che per l’IMU, lasciando come unico presupposto il principio coerente, scritto ed enunciato “fino alla definitiva ricostruzione e agibilita’ dei fabbricati medesimi”.  I nostri emendamenti sono stati anche questa volta bocciati dagli stessi deputati PD che ora si dicono pronti a risolvere il problema che loro stessi hanno creato! Per quanto tempo, per quante volte ancora dovremo cercare di porre rimedio all’incombenza delle tasse sulle rovine volute dal Governo? 

Sono passati già tre anni dal terremoto ma la ricostruzione, per la maggioranza di chi ha subito danni, è ancora al palo.

Le promesse di impegno dei deputati del partito di maggioranza si stanno dimostrando per quello che sono;  i loro proclami, come la Zona franca urbana data per avuta, sono fumo negli occhi per nascondere il ritardo e l’incapacità di affrontare la sfida della ricostruzione. Tutte parole a cui non sono seguiti fatti. Per quanto ancora si prenderanno in giro i terremotati? 

Quella burocrazia soffocante che non ha impedito l’infiltrarsi della criminalità organizzata nei cantieri, come a Finale Emilia, ha responsabilità precise, così come le tasse sugli edifici ancora inagibili. Un affronto al buon senso – Per il M5S la battaglia a fianco dei terremotati continuerà – assicurano i deputati modenesi del Movimento – in ogni occasione, per farlo prevalere.

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