A Formigine si stanga con IMU e IRPEF, ma alla tangenziale sud non si rinuncia!

Anche il Comune di Formigine, come tutti gli enti locali, ha serie difficoltà a far quadrare i conti a causa delle decisioni assunte dal Governo, del patto di stabilità e della crisi economica.

Nella proposta di Bilancio che andrà in Consiglio Comunale nelle prossime settimane è prevista una stangata niente male per le famiglie formiginesi: l’IMU (ex ICI) che dal 4 per mille previsto dal Governo andrà al 5,5 per mille (l’aliquota più alta dei Comuni del distretto) e l’addizionale Irpef Comunale che dal 4 per mille andrà al 6,5 per mille.

Si chiedono quindi nuovi pesanti sacrifici ai cittadini, già alle strette a causa della crisi economica e dell’ondata di nuove tasse ed aumenti che stanno mettendo in difficoltà moltissime famiglie.

Se da un lato la protesta degli amministratori locali per le scelte imposte dal Governo sui bilanci comunali appare nel complesso giustificata, è al tempo stesso inaccettabile che nel Piano degli Investimenti si insista con il voler portare avanti “grandi opere” non indispensabili né prioritarie.

Ci riferiamo in particolare alla “Tangenziale sud” che il Comune di Formigine ha mantenuto nel proprio Piano degli Investimenti, nonostante questo sia ridotto all’osso a causa della carenza di risorse e dei limiti del patto di stabilità imposti dal Governo.

In questo periodo di crisi e di difficoltà di bilancio, riteniamo che sia semplicemente assurdo spendere più di 5,4 milioni di Euro per realizzare circa 1,4 km di tangenziale per collegare Via Prampolini allo svincolo di ponte Fossa.

A prescindere dai dubbi che da sempre nutriamo sull’utilità dell’opera e sull’impatto sul territorio da essa causato, riteniamo che un investimento di questa portata in questa situazione economica sia inopportuno e non prioritario, nonostante sia in gran parte finanziato da fondi regionali (che sono comunque soldi pubblici).

Ribadiamo pertanto, ancora una volta, la proposta di stralciare – o almeno rinviare a periodi migliori – la previsione della tangenziale sud, destinando queste risorse ad interventi più utili e prioritari.

Ad esempio, si potrebbero utilizzare queste risorse per il miglioramento degli edifici scolastici esistenti  più “datati” dal punto di vista sismico ed energetico, recuperando l’investimento nel tempo per i minori costi di gestione e con la produzione di elettricità da impianti fotovoltaici.

In alternativa, si potrebbe investire negli interventi previsti dal Piano della Mobilità destinati a rimanere nel libro dei sogni (ad esempio il raccordo ciclopedonale tra Bertola e l’Ospedale di Baggiovara e gli interventi di moderazione del traffico nei quartieri) e per la manutenzione ordinaria di parchi, aree verdi e viabilità.

Siamo convinti che ad una “grande opera” come la tangenziale sud siano preferibili e prioritarie tante “piccole opere” come queste, che forse offrirebbero meno visibilità agli amministratori locali, ma certamente porterebbero un impatto più positivo sulla qualità della vita dei cittadini.

Formigine, 16/4/12

Prot. L 11/12

Circolo Legambiente “Chico Mendes”

3 Comments on "A Formigine si stanga con IMU e IRPEF, ma alla tangenziale sud non si rinuncia!"

  1. Daniele Silvestri | 20/04/2012 at 3:20 pm | Rispondi

    Associare un opera pubblica come la “tangenziale” sud all’IMU e all’addizionale Irpef è un errore molto facile da commettere per un cittadino qualunque, dovrebbe essere meno scontato per persone come quelle del circolo di Legambiente che hanno fatto parte di Giunta e consiglio comunale anche nella scorsa legislatura (dove l’opera era già prevista).

    Si tratta di un errore perchè le opere pubbliche non vengono mai finanziate con le tasse dei cittadini (tranne nel caso di tasse di scopo, ma non è questo il caso) ma solo con oneri di urbanizzazione, dismissioni patrimoniali, finanziamenti da organismi superiori finalizzati all’opera (come in parte è il caso della “tangenziale”).

    L’aumento delle tasse è una conseguenza di scelte del governo centrale che ha ridato ai comuni una imposta propria come l’IMU sulla prima casa ma ha poi tagliato ulteriormente i trasferimenti e sull’IMU altri fabbricati se ne intasca il 50%.
    Le tasse quindi servono solo per la spesa corrente, i servizi. Per abbassare le tasse si dovrebbe rivedere il sistema dei servizi.
    Togliere gli investimenti pubblici in infrastrutture non può in alcun modo servire per abbassare le tasse semplicemnte perchè le due cose non sono collegate.

    Ci sono solo due occasioni dove è possibile collegare la spesa per gli investimenti con la spesa corrente e sono gli oneri di urbanizzazione applicati alla spesa corrente o l’alienazione di immobili pubblici per la riduzione del debito.

    Nel primo caso si potrebbe dire che se un opera è finanziata con gli oneri di urbanizzazione si potrebbe rinunciare all’opera e applicare quegli oneri alla spesa corrente. Questo però sarebbe molto rischioso in quanto gli oneri non sono costanti (non sono entrate strutturali) e soprattutto la legge consente di applicarne solo una percentuale per non compromettere la stabilità dei bilanci. Inoltre per avere gli oneri si deve urbanizzare e tenere in piedi un bilancio grazie a questi significa non porre mai un freno al consumo di suolo (a proposito di Salviamo il Paesaggio). Comunque non sarebbe il caso della “tangenziale”.

    Il secondo caso sarebbe quello di alienazioni patrimoniali che andrebbero a ridurre il debito e quindi potrebbero far risparmiare il pagamento di interessi. Purtroppo i comuni hanno molte difficoltà ad alienare le loro proprietà perchè in mano ai comuni sono rimasti immobili difficilmente monetizzabili sul mercato.

    Sulla “tangenziale” sud c’è anche da registrare la disponibilità di un finanziamento regionale finalizzato a questa opera (più precisamente al sottopassaggio ferroviario) che copre molta della spesa che il comune dovrebbe sostenere e che se non verrà finalizzato verrebbe indirizzato ad altre priorità in altri territori, non a Formigine.

    Ma Formigine ha un problema a SUD perchè un villaggio industriale abbastanza sviluppato non ha un collegamento logistico con le due strade principali del territorio (Tangenziale Modena-Sassuolo e Pedemontana) e il traffico pesante non ha una strada per accedere a questo villaggio.
    E’ già molto dura tenere le aziende in Italia, con la crisi è molto difficile tenerle aperte, se non hanno nemmeno un collegamento alla viabilità principale per quale motico dovrebbero rimanere a Formigine?

    • Marco Ferrari | 20/04/2012 at 11:45 pm | Rispondi

      Ritengo indispensabile premettere e ricordare che le posizioni di una associazione come Legambiente vanno sempre tenute distinte da quelle personali, altrettanto legittime, di propri iscritti.
      Se iscritti a Legambiente (come il sottoscritto) hanno ricoperto in passato cariche pubbliche lo hanno fatto a titolo personale e non certo a nome e per conto di Legambiente.
      Detto questo, il comunicato evidenzia semplicemente il paradosso che mentre si chiedono nuovi ed ulteriori sacrifici ai cittadini (ossia si alzano le tasse), nel piano investimenti si continuano ad inserire “grandi opere” come la tangenziale sud.
      Pur non essendoci un collegamento diretto tra le due questioni, si tratta comunque di una scelta in questo momento a dir poco infelice e paradossale.
      Paradossale come stangare gli italiani di tasse e balzelli di ogni sorta e poi investire in costosissime (e devastanti) grandi opere come la TAV in Val di Susa (o la bretella Campogalliano Sassuolo nella nostra zona).
      E’ probabilmente vero che eliminando la TAV non si potranno ridurre le tasse, ma questo non toglie che il cittadino si senta preso leggermente per i fondelli….
      Se si legge il documento, nessuno ha scritto che eliminando la tangenziale si possono ridurre le tasse, ma si propone di investire queste risorse in opere pubbliche alternative, a nostro parere più prioritarie ed importanti (interventi di miglioramento sismico ed energetico delle scuole esistenti, mobilità ciclopedonale, manutenzione straordinaria e miglioramento della viabilità o dei parchi esistenti, ecc…).
      Il problema principale non è “tangenziale sì” o “tangenziale no”.
      Il problema è che investendo risorse importanti sulla tangenziale, essendo noti a tutti i vincoli dovuti al patto di stabilità, non potranno essere investite risorse in altre opere pubbliche significative.
      La coperta è molto corta e tutti lo sappiamo, usarla per la tangenziale è certamente legittimo ma a nostro parere inopportuno e dannoso.
      La domanda che credo andrebbe posta ai cittadini è la seguente: preferite investire queste risorse nella tangenziale oppure in altre opere pubbliche ? In tal caso, a parità di costo, in quali ?
      Sarebbe credo interessante (oltre che democratico e partecipato) aprire un dibattito senza pregiudiziali, per capire semplicemente cosa i formiginesi ritengono prioritario.
      Si potrebbe in generale individuare un modo partecipato (referendum consultivo ? altro strumento ?) per far decidere direttamente ai cittadini quali opere pubbliche realizzare (e in che ordine di priorità) con i loro soldi.
      Qualcuno a livello politico avrà il coraggio di andare in questa direzione ?

  2. Davide Sartori | 21/04/2012 at 8:29 am | Rispondi

    La premessa di tutto il tuo discorso è “le opere pubbliche non vengono mai finanziate con le tasse dei cittadini (tranne nel caso di tasse di scopo, ma non è questo il caso) ma solo con oneri di urbanizzazione, dismissioni patrimoniali, finanziamenti da organismi superiori finalizzati all’opera”. Non mi risulta.

    Mi risulta invece che le opere pubbliche vengano finanziate, a fronte di investimenti (e correlato indebitamento), da istituti di credito. Pertanto – salvo che questa nuova premessa non sia sbagliata – il resto del discorso pare fuorviante.

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