Le rette scorRette di Guastalla

Andando a guardare l’albo pretorio in questi giorni, scopriamo che è pubblicata l’integrazione alla definizione delle rette scolastiche per introdurre la tipologia “part-time”.

Fino a qui nessun problema, se non chè, non si può evitare di notare la classificazione delle fasce di reddito.

 

La delibera in oggetto fa riferimento a quella più completa, la n 3 del 2011 (allegato 2011.zip), in cui sono indicate le fasce delle rette sia per i nidi d’infanzia che per le scuole d’infanzia (materne).

Scorrendola si evince che entrambe le tabelle effettuano una classificazione delle rette sulla base dei redditi ISEE del nucleo familiare come segue:

 

Fascia A -> ISEE sotto i 3.500 €
Fascia B -> ISEE   tra   i   3.501 €  e   7.000 €
Fascia C -> ISEE   tra   i   7.001 €  e 10.000 €
Fascia D -> ISEE   tra   i 10.001 €  e 15.000 €
Fascia E  -> ISEE   tra   i 15.001 €  e 18.000 €
Fascia F  -> ISEE   oltre i 18.000 €

 

Ed a parità di fascia corrisponde ovviamente parità di retta.

Sembrerebbe tutto perfetto…ma oltre i 18.000 euro di reddito che succede?!

Succede che tutte le fasce di reddito SOPRA i 18.000 vengono messe “nello stesso calderone”!!!

Ma come si fa ad equiparare le famiglie con ISEE di 18.000 euro a chi, magari, lo ha 180.000 o più??!

 

Equivale ad equiparare chi guadagna 1.400 euro al mese, a chi ne guadagna 14.000 al mese.

 

Equiparare il nucleo familiare con due genitori che lavorano (e magari superano a malapena i 18.000 euro l’anno di ISEE) ai nuclei familiari di persone benestanti che hanno un ISEE ben più alto non è affatto pratica di “Buona amministrazione”.

Non è affatto equo, anzi tutto ciò è profondamente ingiusto.

Le persone più fortunate dovrebbero essere quelle che contribuiscono, proporzionalmente alle proprie possibilità, in quota maggiore alla collettività.
Ma, evidentemente, a Guastalla non è così e per Benaglia, la famiglia che guadagna 18.000 euro l’anno è identica a quella che ne guadagna 180.000, ma secondo noi non dovrebbe essere così, ci dovrebbero essere fasce di reddito ulteriori per chi è veramente benestante, ed ha maggiori possibilità.

 

Anche perché la copertura finanziaria del servizio è molto lontana.

Infatti le rette coprono esclusivamente una parte di tutto il servizio, cioè il solo 29% per il nido, ed il 46% per la materna, dati di bilancio 2010 (allegati bilancio1.jpgbilancio2.jpg).

E’ giusto che chi ha poche possibilità paghi in base a quelle, ma è altrettanto giusto che chi ha molte possibilità paghi in base a quelle.

Basta con la protezione di quella parte di popolazione che non ne ha affatto necessità.

 

E allora perchè non implementare le tabelle ed adeguare le relative tariffe tenedo conto di tutto ciò?

Non ne vediamo le motivazioni, ma vediamo i buoni motivi per farlo:

daremmo alla scuola maggiori possibilità di erogare un servizio formativo migliore per i nostri figli, che equivale a maggiori possibilità ai nostri figli ed al loro futuro!

Purtroppo questa situazione è ignorata da molte persone.

Anche perché a Guastalla le decisioni del caso vengono prese nelle sale chiuse della Giunta, senza discussione pubblica in Consiglio Comunale (ormai sono 2 mesi che non viene convocato un Consiglio Comunale, il precedente era del 1 Luglio), ma questa metodica decisionale non favorisce certo il coinvolgimento e partecipazione della cittadinanza guastallese.

 

In conclusione, riteniamo che questo modello di tariffazione sia profondamente antisociale, perchè non prevede che veri ricchi contribuiscano proporzionalmente alle loro possibilità e, come sempre, le difficoltà ricadono sulla classe meno abbiente.

 

Quello che proponiamo è di definire ulteriori classi di reddito (ipotetiche classi “G” ed “H”) per i redditi “alti” e “altissimi”, con rette mensili più alte, e più adeguate alla loro capacità reddituale.

In questo modo le fasce inferiori potrebbero pagare ancora meno, oppure la scuola potrebbe avere maggiori risorse, ma comunque ci sarebbe MAGGIORE EQUITÀ.

 

Riteniamo inoltre che decisioni di tale importanza (ripetiamo, si tratta in ultima istanza del futuro dei nostri figli) dovrebbero esser affrontate con maggior partecipazione di tutta la cittadinanza e relativa rappresentanza.

 

Qui di fianco la tabella, tanto per farvi un’idea del fatto che mancano le fasce di reddito per chi guadagna “tanto” e “tantissimo”

 

 

Articolo tratto da guastalla5stelle

 

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